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Costruito nella struttura principale durante il dominio di Galeazzo Visconti, verso la seconda metà del Trecento, il castello sorge sull'area dove esisteva una fortificazione dugentesca.
A partire dal 1472 il castello, vera e propria piazzaforte strategica della città, caratterizzato dalla Rocchetta e dai torrioni angolari, fu interamente ristrutturato e assunse l'aspetto austero e massiccio che ancora oggi conserva, nonostante il degrado del tempo e l'utilizzo in tempi recenti come carcere.
Intorno al castello si distende il grande parco dell'Allea, vero e proprio polmone verde della città, oggi attrezzato secondo criteri attuali, ma che nel disegno e nella struttura, anche delle piantumazioni, riporta alla tradizione dei grandi giardini del passato.
Di fronte al castello si affaccia sulla piazza dei Martiri l'ottocentesco palazzo Orelli o del Mercato con l'elegante porticato perimentale, tipico della Novara ottocentesca. All'interno è la sala della Borsa.
La leggenda più celebre riguardante il Castello è quella dell'esistenza di un cavallo d'oro massiccio. Si dice che il cavallo disegnato da Leonardo da Vinci sia stato fabbricato in miniatura fondendo oro per ordine di Ludovico il Moro, che fu catturato proprio nell'edificio.
La statua sarebbe stata nascosta nei sotterranei per essere poi trasportata, ma nessuno ne seppe più nulla. Tra le tante leggende sul sottosuolo cittadino vi è quella di una misteriosa galleria sotto le attuali vie Cacciapiatti, Tadini e Perazzi e di una volta in mattoni sotto corso Torino.
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