Comune di Novara

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MUSEO LAPIDARIO DEL BROLETTO

Lapidario del Broletto
Via Fratelli Rosselli 20
orario di apertura tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30

Lapidario della Canonica
orario di apertura sabato e domenica ore 15.15-18.15

I monumenti romani di Suno

In epoca romana l'insediamento di Suno lambiva importanti crocevia di itinerari che da Novaria conducevano ai laghi e alle linee di valico: la posizione favorì il sorgere di un santuario rurale su cui nei primi tempi cristiani si sovrappose la chiesa intitolata a San Genesio, presto elevata alla dignità di Pieve. Per costruirla si utilizzarono anche le strutture del preesistente insediamento pagano, comprese numerose are e cippi che i fedeli vi avevano lasciato come ex voto. Intorno alla metà dell'Ottocento, in concomitanza con i lavori di restauro della chiesa, una parte delle are e dei cippi venne accolta in un museo allestito a Suno e successivamente trasportata a Novara e collocata nel cortile del Broletto, sotto i portici assieme a due monumenti funerari pur essi provenienti dalla Pieve (schede nn. 10, 13).

Le are e i cippi esposti appartengono in gran parte ad un più vasto nucleo di monumenti compresi fin dall'origine nel Lapidario della Canonica - che recentemente è stato oggetto di riallestimento - e recano le dedicazioni a:

Le dediche, databili tutte alla metà del II secolo d.C., nella quasi totalità furono incise sui tipici supporti formati da un basamento, un dado con l'iscrizione e una cimasa per lo più completata con un frontoncino affiancato da due pulvini. Il materiale usato fu quasi sempre il serizzo, una pietra granitica poco costosa e facile da trovare nel Novarese, ma che si sfalda con rapidità e oggi spesso compromette la lettura dei testi: gli esecutori furono in maggioranza scalpellini (lapicidae) operanti presso il santuario che, come si desume da altri documenti epigrafici recuperati dalla stessa Pieve, era presenziato da sacerdoti. Per il numero dei reperti iscritti e per la varietà dei culti riflessi negli ex voto, il santuario rurale di Suno è uno dei complessi sacri più significativi dell'Italia nord occidentale romana finora noti.

I monumenti epigrafici del Broletto sono stati restaurati nel 1996 con il generoso contributo del Kiwanis International Europe - Distretto Italia - Club di Novara. Il restauro è stato diretto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte ed eseguito dal Laboratorio di restauro di A. Rava di Torino.

Per la lettura, si ricorda che le parentesi rotonde () contengono gli scioglimenti di abbreviazioni o di sigle; le parentesi quadrate [] contengono il testo che si leggeva nelle parti andate perdute o divenute illeggibili; le parentesi uncinate <> contengono il testo dimenticato o omesso già in antico.

1. Cippo scorniciato di granito bianco, metà II secolo d.C. ca.

Herculi/Q(---) V(---) I(---)/ d(onum)[d(edit)]

"A Ercole ha offerto in dono Q.V.I."

L'identità dell'offerente è rimasta nascosta sotto le sigle della sua onomastica, in un anonimato che anche oggi si riscontra spesso negli ex voto 'per grazia ricevuta'.

da Suno, Pieve di San Genesio.

Cippo scorniciato di serizzo

2. Cippo scorniciato di serizzo, metà II secolo d.C. ca.

Herculi/T(itus) Magius/Perseus

"A Ercole. Tito Magio Perseo".

Il cognome Perseus è di origine greca e potrebbe sottintendere una originaria condizione servile del dedicante, che avrebbe apposto la sua offerta votiva da libero.

da Suno, Pieve di San Genesio.







Cippo scorniciato di granito bianco

3. Cippo scorniciato di granito bianco, metà II secolo d.C. ca.

Victoriae/P(ublius) Remmius/Fidelis/v(otum) s(olvit)

"Alla Vittoria. Ha sciolto il voto Publio Remmio Fedele".

Gli elementi completamente latini dell'onomastica del dedicante ne sottintendono la probabile nascita libera.

da Suno, Pieve di San Genesio.

4. Cippo scorniciato di serizzo, fine I secolo - inizio II secolo d.C.

lato a) Fin(es)/Agamin(um)/huc us /[q]ue

"Limiti confinari degli Agamini da qui e fin qui"

lato b) Fin(es) dec /us(sis)L(uci)Ati(li)(?)>Am / oris huc/[u]sque

"Limiti delle linee di confine di Lucio Attilio Amore, da qui e fin qui"

Il lato a) ora addossato alla parete e non visibile, menzionava i fines degli Agamines, ovvero 'confini degli Agamini', identificabili con gli abitanti dell'odierno comprensorio di Ghemme.

Nella faccia b) molto consunta, sono invece ricordati i fines di un decussis: il termine si riferisce al punto di incontro di tre o quattro confini e significa che il cippo era posto alla convergenza di altrettanti territori, forse appartenenti a un privato.

Se la lettura dell'iscrizione fosse esatta, il valore testimoniale del cippo sarebbe degno di nota, in quanto attesterebbe per la prima volta la compresenza di proprietà soggette a differenti regimi giuridici nell'agro novarese, oltre a documentare l'esistenza di beni fondiari di qualche consistenza nella zona attorno al Lago Maggiore.

da Agrate Conturbia, Chiesa parrocchiale.

5. Cippo scorniciato di serizzo, metà II secolo d.C. ca.

Herculi/Severinus/Pollio/v(otum) s(olvit) l(ibens) m(erito)

"A Ercole. Severino Pollione ha sciolto il voto volentieri e secondo il merito".

Dall'onomastica latina del dedicante non è possibile appurare la sua estrazione sociale: forse si trattava di un libero, poiché il cognome Pollio non era molto diffuso nell'ambiente servile.

da Suno, Pieve di San Genesio.

6. Cippo scorniciato di granito bianco, metà II secolo d.C. ca.

Mercurio/v(otum) s(olvit)/L(ucius) Eburius Verus

"A Mercurio. Ha sciolto il voto Lucio Eburio Vero".

Il dedicante non ha lasciato indizi utili a identificare il suo stato sociale: si può supporlo di nascita libera perché il cognome Verus era meno diffuso nell'ambiente servile.

da Suno, Pieve di San Genesio.

Cippo scorniciato di serizzo

7. Cippo scorniciato di serizzo, metà II secolo d.C. ca.

Matronis/et Dis Deabus/T(itus) Maius Iustinu(s)/pro se suisque/v(otum) s(olvit) l(ibens) m(erito)

"Alle Matrone e agli Dei e alle Dee. Tito Maio Iustino ha sciolto il voto volentieri e secondo il merito, per sé e per i propri cari".

L'offerente, con onomastica completamente latina, commemorò le Matronae unendole in un generalizzato omaggio al restante pantheon.

da Suno, Pieve di San Genesio.

8. Ara scorniciata di pietra di Arona, metà II secolo d. C. ca.

T(itus) Vibius T(iti) l(ibertus)/Optatus/M(---) v(otum) s(olvit) l(ibens) m(erito)/libertatis caussa

² Tito Vibio Optato, liberto di Tito, ha sciolto il voto a M. volentieri e secondo il merito per l'ottenuta libertಠ.

Il nome della divinità, siglato con la lettera 'M' non consente di identificarla: potrebbe essere Mercurius o le Matronae, oppure Mars o Minerva , senza escludere l'iniziale della parola memor nel formulario m(emor) v(otum) s(olvit): memore ha sciolto il voto. L'atto formale della liberazione degli schiavi avveniva anche nei templi e forse, ringraziando con l'ex voto per la conseguita libertà, Titus Vibius Optatus volle implicitamente ricordare che la cerimonia si era svolta nello stesso santuario di Suno.

da Suno, Pieve di San Genesio.

Ara modanata di marmo bianco

9. Ara modanata di marmo bianco, metà II secolo d. C. ca.

I(ovi) O(ptimo) M(aximo)/M(arcus) Valerius/Veri f(ilius)/ Verinus,/ centurio,/v(otum) s(olvit)

² A Giove Ottimo Massimo. Marco Valerio Verino, figlio di Vero, centurione, ha sciolto il voto² .

Questa ara si distingue per la qualità più pregiata del materiale impiegato e per la maggior accuratezza nella lavorazione del supporto. Sui lati corti sono raffigurate insegne legionarie, che si ripetono identiche in entrambe le facce.

L'ex voto fu consacrato a Iuppiter Optimus Maximus dal dedicante, Marcus Valerius Verinus, di nascita libera e centurione, ovvero il principale ufficiale di carriera dell'esercito romano a capo di una centuria, la più piccola unità della legione e all'incirca equivalente, come forza e impiego tattico alla struttura di una odierna 'compagnia'.

da Suno, Pieve di San Genesio.

10. Ara modanata di marmo bianco, fine I secolo - inizio II secolo d.C.

V(ivus) f(ecit)/M(arcus) Cominius/Iustinus/Valeriani f(ilius)/ sibi et Succ< e> sse/Pastorine/Terti fil(iae)/ coiugi sa< n> ctis< s> ime/benemerenti

² Marco Cominio Iustino, figlio di Valeriano, ha fatto da vivo (il monumento) per sé e per Successa Pastorina, figlia di Terzo, moglie santissima e che ha bene meritato ² .

Sulla sommità dell'ara è presente un incavo circolare per il fuoco da accendere nelle cerimonie sacrificali.

L'ara è uno dei due monumenti funerari restituiti dalla pieve di San Genesio (l'altro è la stele n. 13). Era posta sul sepolcro fatto erigere da un M. Cominius Iustinus per sé e per la propria moglie. Il patronimico dei due coniugi, indicato col cognome anziché col prenome paterno risale ad un uso preromano che nelle campagne di Novaria si mantenne anche in epoca imperiale.

da Suno, Pieve di San Genesio.

11. Cippo scorniciato di marmo di Candoglia, metà II secolo d. C. ca.

Victoriae/T(itus) Valerius/Crispinus/ v(otum) s(olvit)

² Alla Vittoria. Ha sciolto il voto Tito Valerio Crispino² .

L'onomastica completamente latina del dedicante è indizio della sua probabile nascita libera.

da Suno, Pieve di San Genesio.

Ara o Cippo di gneiss

12. Ara o Cippo di gneiss, metà II secolo d.C. ca.

C(aius) Mogetius / Gaetulicus,/(sex)vir,/ Mercurio/v(otum) s(olvit)

² Gaio Mogezio Getulico, seviro, ha sciolto il voto a Mercurio² .

La parte superiore e la base appaiono ridimensionate da un reimpiego forse di natura architettonica.

Il dedicante, appartenente alla popolazione africana dei Gaetuli, fu dapprima schiavo sotto un padrone che portava il nome di origine celtica Mogetius. Diventato liberto, ottenne probabilmente a Novaria la dignità sacerdotale di seviro.

da Suno, Pieve di San Genesio

13. Stele di serizzo, frammento sinistro, seconda metà del I secolo d. C.

-----/[V]aleria[nae],/C(aio) Vibio G[---], Valeriae tert[iae],/parentib(us) eo[rum],/Atuliae tert[iae],/Vibiae C(ai) l(ibertae) Pris[cae],/C(aius) Vibiu[s]/Dexter fec[it]

"Gaio Vibio Destro ha fatto (eseguire il monumento funerario) per ... e per ... Valeriana, Gaio Vibio G..., e Valeria Terzia, loro genitori, per Atulia Terzia e per Vibia Prisca, liberta di Gaio".

La stele è stata quasi tutta rilavorata per un reimpiego di natura imprecisabile, che ha asportato grossolanamente a colpi di scalpello la parte destra del piano dell'epigrafe.

L'iscrizione corredava il sepolcro di famiglia fatto erigere da un C. Vibius Dexter per marito e moglie condedicatari, per i loro genitori, per una Atulia in rapporti di parentela o di amicizia forse non specificati, e per una Vibia Prisca liberta del dedicante.

da Suno, Pieve di San Genesio.

mappa posizione monumenti lapidario

Testi sono a cura di G. Mennella.
Fotografie di G.Gallarate, Oleggio.
Per saperne di più
Epigrafi a Novara. Il Lapidario della Canonica di Santa Maria, a cura di D. Biancolini, L. Pejrani Baricco, G. Spagnolo Garzoli, Torino 1999.

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